Le ricerche archeologiche

NUOVE RICERCHE ARCHEOLOGICHE

 

La lunga e discontinua storia degli scavi di Veleia, unita al proliferare degli interventi restaurativi e di anastilosi susseguitesi in diversi settori del sito (quali il Foro, le Terme e il cosiddetto “Anfiteatro”) negli anni Cinquanta, lo stato di conservazione e la scarsa manutenzione delle aree verdi concorrono a rendere difficoltosa la leggibilità delle strutture originarie del sito.

Attraverso ​indagini non invasive ​si prenderà in considerazione il sito nella sua globalità, ma particolare attenzione verrà posta sull’area a Nord del Foro: questo consentirà di ​chiarire alcuni punti rimasti in sospeso relativi alla terrazza settentrionale del sito come la localizzazione dell’area sacra, la viabilità interna e l’assetto del Foro​.

 

 

Cosa sono le indagini non invasive?

Siamo abituati a pensare agli archeologici muniti di pala, piccole e cazzuola. In realtà sono molte le fasi che precedono lo scavo vero e proprio! L’individuazione delle aree con presenza di deposito archeologico è sicuramente una delle fasi imprescindibili.

Grazie alle più moderne tecnologie possiamo individuare la presenza di strutture sepolte anche senza intaccare il terreno e perturbarne la stratigrafia. A questo scopo ci si avvale della collaborazione di ricercatori specializzati che utilizzano la geofisica e le analisi delle fotografie aeree. Anche per questo l’archeologia si pone in strettissima relazione con altri ambiti di studio diventando così multidisciplinare!

 

Quali tecniche adotteremo?

 

Analisi geofisiche

 

La geofisica è l’applicazione dei principi della fisica allo studio della Terra. In modo analogo alle scienze mediche in geofisica si utilizzano metodi di indagine di tipo indiretto per evidenziare la presenza di corpi o strutture nel sottosuolo attraverso la misura delle variazioni di alcuni parametri fisici nel sottosuolo stesso.

 


 

Archeologia aerea e telerilevamento

 

Il telerilevamento tramite dati acquisiti da piattaforma aerea o satellitare sta diventando uno strumento sempre più importante per l’identificazione, la mappatura e il monitoraggio delle evidenze archeologiche sepolte o a livello del suolo. Il progetto intende dunque avvalersi delle metodologie operative del Remote Sensing al fine di meglio comprendere l’organizzazione spaziale dell’abitato di ​Veleia e​ delle aree contigue potenzialmente connesse con le fasi di occupazione romana e pre-romana.